I provvedimenti di emergenza per garantire una manovra di stabilizzazione stanno rivelando la realtà dei pesanti errori commessi dal governo nella politica economica degli ultimi mesi. Mi pare utile dare conto dello studio su questo tema realizzato dal PD, da cui si rivela un quadro inquietante di inasprimenti fiscali che andranno a colpire soprattutto i più deboli. Qui ne faccio un sunto schematico, per punti, l'intento è quello di proporre una sorta di breve guida per orientarsi in questa selva di provvedimenti che appaiono quanto mai di scarsissima efficacia e - in una sola parola - ingiusti.
Provvedimenti della manovra finanziaria e suoi effetti
- Riduzione delle agevolazioni su imprese, casa e famiglia: la manovra stabilisce il taglio del 20 per cento dei regimi di agevolazione fiscale vigenti in Italia. Questo significa, in breve, colpire la famiglia (figli, istruzione, sanità, ecc.), il lavoro dipendente, le pensioni. E' del tutto assurdo pensare a una decurtazione automatica di questa entità.In buona sostanza, non sarebbe altro che un drammatico aumento della tassazione personale sui redditi, che già oggi grava per più del 90 per cento sui soli redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni. Più che di rigore, stiamo parlando di macelleria sociale.
- Tagli ai ministeri: invece di rilanciare la crescita, il governo taglia le dotazioni al ministero per lo sviluppo economico, il più colpito dalla manovra.
- Tagli agli enti locali: la manovra stabilizza i già pesanti tagli previsti dal DL 78 del 2010, e ne aggiunge di ulteriori. Sono infatti previsti tagli per 3,2 mld di euro nel 2013 e per 6,4 mld nel 2014. Vediamo come verranno ripartiti: le Regioni a statuto ordinario perderanno 800 milioni nel 2013 e 1,6 miliardi nell'anno successivo, quelle a statuto speciale 1 mld nel 2013 e 2 nel 2014. Le province, infine, dovranno rinunciare a 400 milioni nel 2013 e a 800 nel 2014. Altri provvedimenti restrittivi riguarderanno, tra gli altri, i patti di stabilità, le assunzioni del personale da parte degli enti, la riduzione di trasferimenti agli enti locali nell'ambito del nuovo regime di 'federalismo fiscale municipale' e l'accertamento di somme destinate a Roma capitale.
- Ticket e sanità: la manovra prevede riduzioni della spesa sanitaria per 2,5 mld nel 2013 e 5,4 mld nel 2014. I cittadini non esenti dovranno pagare un ticket di 10 euro su ogni ricetta per prestazioni di specialistica ambulatoriale e 25 euro per il pronto soccorso. Il ticket si aggiunge a quello sulla prestazione, rendendo così spesso più costoso per il paziente ricorrere alle strutture pubbliche anziché rivolgersi direttamente ai centri privati. Il PD ha presentato una proposta di legge, firmata da Franceschini e Bersani, per sopprimere i ticket e chiederà che sia calendarizzata al più presto.
- Privatizzazioni: è previsto che entro il 2013 il governo approvi uno o più programmi di dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali. Dietro questa procedura si cela l'insidia di privatizzazioni che rischiano di svendere aziende pubbliche che sono il fiore all'occhiello del Paese con un'operazione opaca e discrezionale.
- Costi della politica. La manovra fa molto poco: i trattamenti economici dei titolari di cariche elettive e di incarichi di vertice non possono superare la media degli Stati dell'Area Euro, ma solo dei sei Stati principali, e comunque non prima della prossima legislatura; dal 2012 tutte le consultazioni elettorali, ad eccezione dei referendum, si svolgeranno in un' unica data (ma se ciò fosse stato fatto già quest'anno si sarebbero risparmiati 300 milioni); a partire dal primo rinnovo di Camera, Senato, Parlamento Europeo e Consigli regionali, i rimborsi ai partiti sono ridotti del 10 per cento, la riduzione complessiva, per effetto di altre norme correlate, sarà del 30 per cento. Sul tema, le proposte del PD prevedono la riduzione del numero dei parlamentari - 400 deputati e 200 senatori; la revisione entro la legislatura dei vitalizi dei parlamentari, riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all'Inps; la riduzione della spesa collegata agli affitti per garantire maggiore trasparenza e risparmiare sui servizi offerti.
- Imposta di bollo sui dossier titoli: si aumenta l'imposta sui titoli in proporzione ai patrimoni. Il provvedimento si presenta dunque come una vera e propria patrimoniale, un'operazione di dubbia utilità in un momento in cui si dovrebbero incoraggiare gli Italiani a comprare titoli di Stato.
- Le mancate 16 azioni per lo sviluppo: le aveva promesse il ministro Tremonti e dovevano essere previste nella manovra, ma non ve ne é traccia. Anche la liberalizzazione degli ordini professionali é stata bloccata dagli avvocati-parlamentari e dai ministri della maggioranza. Il governo non solo non ha accolto le proposte del PD riguardanti le urgenti liberalizzazioni con cui si volevano ridurre i costi delle famiglie in molti campi (banche, assicurazioni, farmaci, servizi professionali, carburanti), ma con le modifiche approvate, la manovra appesantisce ulteriormente la situazione economica dei cittadini.
- Accise benzina: sono confermati gli aumenti, da cui sono indenni i titolari degli esercizi di autotrasporto. La manovra ha quindi reso permanente l'aumento dell'accisa portando il prezzo alla pompa di benzina e diesel a un record storico. Con l'inflazione ai massimi dal 2008, questo provvedimento rappresenta un'ulteriore tassa sui consumatori, che interviene mentre il PIl é quasi fermo e con disoccupazione e cassa integrazione in aumento.
Ecco qua. Buone cose.