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IN RITARDO. COME SEMPRE.

Ieri abbiamo presentato il libretto a Pisa. C’erano Paolo Fontanelli, Adriano Prosperi e Michele Battini. Bella discussione. Grazie e Keynesiano per il resoconto (gustoso), però avresti dovuto fermarmi lì fuori. Mi avrebbe fatto piacere e ti potevi mangiare una pizza con noi. Grazie comunque d’essere venuto (però non mi ero accorto di parlare veloce…..mah).

Oggi tutto il giorno in Aula per il legittimo impedimento. Stamane hanno bocciato le nostre pregiudiziali di incostituzionalità. Poi è iniziata la rassegna degli emendamenti, ma non si sono vissuti momenti di suspence, sia per la presenza massiccia della maggioranza (i banchi del governo al completo che neanche quando si discute la finanziaria….), sia per la scelta dell’Udc di sostenere il provvedimento. Casini ha spiegato in un paio di occasioni la scelta fatta ma confesso che mi sono parse argomentazioni tutt’altro che solide. In particolare ha detto che loro dopo 15 anni di tira e molla sul rapporto tra politica e giustizia hanno il coraggio di prendere il toro per le corna. Sarà. L’impressione è che nel caso specifico si siano uniti alla maggioranza nel pigliare il toro per la coda. Nel senso che questa ennesima leggina non è pensata per dettare le regole di una futura ipotetica immunità (motivata col rimando all’articolo 68 della Costituzione), ma per sanare (ovvero impedire) lo svolgimento di processi in corso, il che – va da sé – è tutt’altra cosa.

All’ora di pranzo, sul piazzale della Camera, sono arrivati i seicento operai dell’Alcoa. Avevano sulle spalle (oltre alla crisi dell’azienda) quattordici ore di traghetto da Cagliari. Stanno protestando con fermezza e civiltà. Bersani li ha incontrati e continueranno il presidio fino a stasera in attesa della conclusione del tavolo convocato a Palazzo Chigi alle 20.30. Forse la scena di oggi è la sintesi migliore dello stato di salute del paese. Noi nell’Aula a votare l’ennesimo arzigogolo scacciaguai. Gli operai di fuori a scacciare con la forza della volontà una perdita secca del posto e dello stipendio. Chi sta con chi dice tutto.

Penso che sarebbe giusto portare la tragedia iraniana al centro della scena. Penso anche che sarebbe giusto assumere delle sanzioni esplicite contro il regime di Teheran. Credo pure che sarà complicato farlo dal momento che l’Italia è in assoluto il paese dell’UE con la più alta percentuale di scambi commerciali con quel paese.

Ha scritto Lorenzo Stefani che partito democratico e ricerca della alleanze rischiano di essere un ossimoro. La sua tesi (origine di tante incomprensioni con gli elettori) è “che si usi un nome a chiara vocazione bipolare e maggioritaria per un percorso volto alla costruzione di alleanze e che fa del PD un onesto partito che si richiama alla tradizione socialdemocratica. E’ come se dopo una guerra di 15 anni (mai dichiarata ma che ha fatto un sacco di vittime compresi entrambi i leader che sostenevano l'una e l'altra idea) tra partito democratico e partito socialdemocratico si fosse arrivati al capolavoro di adottare il nome del primo per perseguire il progetto del secondo”. E’ una fotografia acuta e personalmente la trovo incalzante. Ma forse si può rispondere in positivo se superiamo l’ambiguità di una prima stagione (del Pd, intendo) segnata dall’idea che sotto le ali del nuovo partito dovessero e potessero confluire tutte le variabili del centrosinistra, dal moderatismo cattolico al radicalismo di governo. E se questo traguardo non fosse stato raggiunto falliva l’intuizione. Ma questa premessa (che poi è un modo come un altro di battezzare un bipartitismo di fatto) non poggia su dati reali. E allora? Allora, non butterei via il progetto, ma ne rivendicherei le ragioni in altro modo (ne ho scritto spesso sul blog, e ieri a Pisa ho provato a illustrarle con quale esempio….chiedete a Keynesiano o allo stesso Lorenzo Stefani). Se è così non metterei in conflitto il Pd con una strategia delle alleanze. Fosse solo perché senza il primo come senza la seconda noi non si torna a vincere.

Venerdì sera sono andato a Monza su invito del mio amico Pippo Civati. Nevicava. Mi sento in obbligo, per l’amicizia sorta tra noi, di mettervi in guardia su quanto segue. Se potete, non andate a Monza di sera alla fine di gennaio quando nevica. Nel caso proprio non possiate farne a meno, evitate di chiamare un taxi. Non vi risponderà nessuno!

Infine, ieri sul treno ho letto con curiosità il best seller di Vito Mancuso (La vita autentica, Raffaello Cortina editore). Mi faceva piacere conoscere il giudizio di chi tra voi ha avuto la stessa idea. Grazie in anticipo.

Buone cose

Pubblicato il 2/2/2010 alle 17.47 nella rubrica Diario.

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