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PER FATTO PERSONALE. LETTERA APERTA A MARCO PANNELLA.

Caro Marco,

ieri sera mentre rientravo da Firenze ho ricevuto sul mio telefonino questa tua mail:
 
“Caro Gianni, “presunta”? Vada pur bene la tua concezione chiesastica del partito ma proprio “presunta”? Mi aspetterei che per onestà intellettuale la ritiri e te ne scusi. Ciao. Marco”
 
Lì per lì, te lo confesso, sono rimasto spiazzato perché non ho davvero capito a cosa tu potessi riferiti, tanto che (magia del telefonino) ti ho inviato a strettissimo giro (due minuti dopo) una risposta che era questa:
 
“Caro Marco, tendo per indole a scusarmi “a prescindere”. Ma cosa intendi con “presunta”? Perché non so capire a cosa ti riferisca. Resta inteso che se ho detto qualcosa di errato mi correggo scusandomi, se invece (come penso) si tratta di un equivoco o di una nota falsa o di un errore ti prego di farmelo sapere così da tranquillizzarmi. A presto. Gianni”.
 
Poi, stamane, sono tornato sul blog per la lettura mattutina dei commenti e ho riletto un passaggio del mio ultimo post. Questo:
 
“Se dio viole siamo quasi alla fine del tormento sulle candidature del centrosinistra alle regionali. Da tempo domina la scena il caso pugliese e a ruota quello laziale. Ho già scritto che voterei (A Roma) Emma Bonino senza alcun problema. Anzi, con tutta la convinzione del caso. Mi sarebbe piaciuto – questo sì, lo confesso – una procedura diversa. Non la candidatura annunciata dai soli radicali (anche come reazione a una loro presunta esclusione dal tavolo di una coalizione più ampia), e noi a seguire, o a inseguire (come appare dalla cronaca delle ultime giornate). Avrei preferito un tavolo promosso dalle forze che si rifanno all’opposizione verso l’attuale governo (allargato a chi volesse starci) e la scelta di indicare un nome. Non è propriamente la stessa cosa.”
 
E così ho capito a cosa ti riferivi con quel “presunta”. Alla definizione che avevo dato della esclusione dei radicali dal tavolo del centrosinistra laziale per la scelta del candidato.
 
Potrei cavarmela sottolineando l’altra parte della frase (“voterei Emma Bonino senza alcun problema. Anzi con tutta la convinzione del caso”), ma capisco che tu sollevi una questione diversa. Ti vorrei rassicurare sul fatto che ho usato quel termine (presunta) senza alcuna malizia. Era soltanto un modo per specificare come da parte del Pd non vi fosse stata alcuna volontà pregiudiziale di escludere i radicali dal tavolo della coalizione.
 
Per precisione (e puntiglio) ho chiamato il nostro giovane segretario regionale del Lazio (Alessandro Mazzoli) che mi ha confermato il tutto. I radicali sono sempre stati invitati (a tutte le riunioni). Alla prima (in ordine di tempo) hanno partecipato mentre dalle successive si sono astenuti (nonostante l’invito regolarmente formalizzato) giustificando tale scelta con la volontà di presentare liste autonome in tutte le regioni.
 
Tutto qua. Come vedi, nessuna malizia. Anzi.
 
Detto ciò, per la stima e l’affetto che ho verso di te, scelgo comunque di scusarmi (a prescindere, appunto, lasciando da parte però la mia “presunta” concezione chiesastica del partito. Se mai l’ho avuta, caro Marco, me l’hanno tolta da tempo. E francamente, un pochino mi spiace.).
 
Un abbraccio
 
Gianni

Pubblicato il 12/1/2010 alle 12.3 nella rubrica Diario.

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