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ANCORA SULLA QUESTIONE MORALE.

Dopo il mio post di domenica scorsa (sulla questione morale) ho letto come sempre i vostri commenti e ho ricevuto questa mail. Ho chiesto il permesso di pubblicarla. Mi pare utile (almeno per me lo è stata).


Roma, 11 dicembre 2009
Caro Cuperlo, caro compagno Cuperlo,

belle, bellissime le parole scritte nel tuo blog sulla questione morale o, per meglio dire, il tuo racconto. Io non sono mai stata iscritta al PCI e la mia storia personale è stata, per molto tempo, distante dalla vostra storia. Ma quella comunità che tu descrivi corrisponde esattamente a ciò che io vedevo da fuori, mi verrebbe da dire da lontano (e sarebbe una definizione  esatta).  Eppure c’è stato un momento in cui persone come me hanno pensato di poter colmare questa distanza, di poter mettere in comunicazione mondi che non si  erano mai incontrati prima. Mi sono illusa di poter costruire insieme con voi non una sinistra 'nuova' (che nuovo non esiste!), ma una sinistra 'utile' al  paese. Non eravate una sinistra spenta, ma una sinistra confusa! Non avete capito che per tante persone la caduta del muro non significava affatto la fine  della storia, ma al contrario la possibilità che la storia si rimettesse a correre. Quel partito nel quale tu hai militato è stato un grande partito perché ha permesso a donne e uomini, altrimenti esclusi, di diventare cittadini. Gianni questa è una cosa enorme! I fallimenti, le cadute, sono parte di una storia,  non sono tutto. Non avete capito che insieme con voi c’erano altre persone che vi chiedevano solo di 'prendere' e 'lasciare' da quella storia ciò che era vivo e di restituirlo ai cittadini italiani. A tutti i cittadini italiani: a quelli che c’erano, a quelli che non c’erano, a quelli che erano avversari e, finanche, nemici.  Prendere e lasciare dicevo per poi mescolarci per davvero! E invece non avete  mai smesso di vedervi sempre uguali a voi stessi. Sempre ex-comunisti vi  siete considerati! Io sono convinta che questo sia stato (e continui ad essere!) il Problema, ed è valso tanto per voi dirigenti quanto per i  militanti nelle sezioni.  Ora ti racconto, quando mi sono iscritta al PDS ho detto subito a tutti che non venivo dal PCI, non venivo nemmeno da una storia di sinistra, semplicemente non venivo da nessuna storia (3/4 della popolazione meridionale  non viene da nessuna storia politica). Lo avevo fatto per chiarezza, mi sembrava giusto e onesto dire chi ero.  Tuttavia avevo l’impressione che nessuno lo avesse compreso, e il dubbio diventava certezza quando (ad esempio) mi veniva chiesto che fine avessero fatto compagne e compagni che io, oggettivamente, non potevo conoscere!!! Perché avevo 10 anni quando loro frequentavano la sezione, perché abitavo in un altro quartiere, perché mio padre era un appuntato dei carabinieri e la sinistra la poteva vedere, più o meno, come il fumo agli occhi. Niente! Non c’era niente da fare, fatica inutile. In questi anni mi sono sentita, più o meno, una militante fantasma! Esserci o non esserci non cambiava nulla. Sai quante volte ho detto, nei congressi di sezione, che non era un ‘merito’ ma nemmeno una ‘colpa’ non essere stata iscritta al PCI e che però difendevo l’idea di voler costruire un partito con voi. Gianni ho detto con voi e non con altri, perché la libertà nonè  tenere insieme tutto, la libertà è scegliere. Anche perché non ci sono tutti questi riformismi da mettere insieme nella società, almeno io non li vedo. Ciò che vedo sono, piuttosto, pezzi interi di  società che non ci riconoscono più ed altri che, purtroppo, non ci hanno mai conosciuto (e mai ci conosceranno se continua così!). Ma non capite che la storia, o per meglio dire, la cultura politica da cui provenite serve ancora all’Italia? Cambiata, modificata, ma non lasciata all’oblio di chi si sente 'figlio di un dio minore'. Se proprio non sapevate come fare avreste potuto dire agli italiani: Cari concittadini, noi comunisti italiani siamo arrivati fin qui. Per il bene e pure, qualche volta, per il male abbiamo rappresentato un pezzo importante della vita di questo paese. Ora non possiamo più andare avanti da soli, ma questa storia non è nostra e non possiamo disporne, perciò abbiamo deciso di  restituirla a tutti voi. Chi vorrà potrà contribuire alla nascita di un nuovo  Partito di Sinistra, democratico e socialista, partecipando alle Primarie  delle Storie. Si! Le Primarie delle Storie per mettere insieme  prima di tutto le vite delle persone; per costruire un movimento di popolo  che possa trovare in un partito il luogo per dire chi è, e qual è la sua direzione di marcia. Ecco, mi sarebbe piaciuto che questo, o qualcosa di simile, fosse accaduto  per potervi aiutare a non sentirvi più figli di un dio minore, per non sentirmi a mia volta esclusa, e perché solo il giorno in cui voi non vi  sentirete più in una condizione di soggezione l’Italia cambierà per davvero.

Buone cose Gianni, buone cose a tutti noi,
Carolina Calicchio 

Buone cose a Carolina. E' una lettera molto bella (secondo me). (....e se potete continuate a far firmare la lettera-appello sul futuro del Pd: http//www.perripartire.ilcannocchiale.it e il gruppo "per ripartire" su Facebook).

Pubblicato il 14/12/2008 alle 16.21 nella rubrica POLITICA.

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