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SULL'EUROPA

Oggi cambiamo genere. Lasciamo da parte il partito democratico e la finanziaria. Vorrei raccontarvi di un libro (è un breve saggio) molto bello. E' di George Steiner e si occupa di Europa. "Una certa idea di Europa" è il titolo.

Si legge come un racconto, o un articolo lungo. E aiuta a capire molte cose che ci riguardano. Allora, per farla breve, l'idea di Steiner è che l'Europa si può riassumere in cinque caratteri. Chissà quanti altri se ne potrebbero indicare.

Ma insomma lui sceglie questi cinque e ce li racconta così.


1. L'Europa è i suoi caffé (dai locali di Lisbona amati da Pessoa ai cafès di Odessa raccontati da Isaac Babel). Chi si ricorda mai che l'ultimo incontro tra Danton e Robespierre avviene al caffè Procope? (che se non vado errato - io Parigi non la conosco - si trova a Piazza della Bastiglia e oggi ai suoi avventori offre splendidi crostacei).

2. L'Europa è stata e tuttora è una terra "camminata" (a differenza delle distanze impercorribili degli Statri Uniti). La cartografia dell'Europa è il frutto della possibilità "del piede umano". E questo ha influito sul nostro modo di pensare. (nella Grecia antica i peripatetici sono quelli, alla lettera, che viaggiano a piedi da polis a polis e anche i loro insegnamenti sono itineranti). La storia europea l’hanno fatta da sempre lunghe marce. Le truppe di Alessandro hanno marciato dalla Grecia fino ai confini dell’India e del deserto libico. Sono migliaia i chilometri percorsi a piedi dalle armate di Napoleone dal Portogallo a Mosca.

3. Le strade e le piazze dove camminano gli uomini hanno il nome di statisti, poeti, artisti, compositori. Lo scolaro europeo abita quelle che sono delle "camere di risonanza di grandi imprese storiche e intellettuali, artistiche e scientifiche". Negli Usa i memoranda di questo genere sono rari. L’arteria principale di Boston è Beacon streat (via del faro). La sovranità del ricordo, questa auto-definizione dell’Europa come luogo della memoria ha anche un’altra faccia della medaglia: a volte commemora massacri, sofferenze, odi secolari. L’Europa è il luogo in cui il giardino di Goethe quasi confina con Buchenwald. "L’America rifiuta questa logica: la sua ideologia è quella dell’alba e del futuro". Henry Ford ha dichiarato, “la storia è una sciocchezza” e lanciava la parola d’ordine dell’amnesia creativa.

4. La doppia eredità di Atene e Gerusalemme: in Europa questo rapporto, insieme conflittuale e sincretico, ha impregnato il dibattito teologico, filosofico e politico. Essere europei vuol dire negoziare sul piano morale, intellettuale ed esistenziale gli ideali, le pretese, le praxis contrastanti delle città di Socrate e quella di Isaia. Nell’eredità di Atene ci sono i conflitti sociali e politici. In Gerusalemme la religiosità e la trascendenza.

5. "Il pensiero europeo ha intuito una finalità più o meno tragica. Due guerre mondiali, che in verità sono state due guerre civili europee, hanno esasperato questo presagio fino all’incandescenza. Tra l’agosto del 1914 e il maggio del 1945, da Madrid al Volga, dal Nord Europa alla Sicilia, si stima che 100 milioni di esseri umani siano stati sterminati da guerre, carestie, deportazioni, pulizia etnica. L’Europa è diventata il teatro di una inedita bestialità".

Ecco, può darsi che il quinto carattere descriva (anche fin troppo bene) il pessimismo profondo di un intellettuale che, al pari di altri, ha sofferto e introiettato il dramma di una civiltà che si era uccisa da sola. E' stato Steiner a dire che "uccidendo sei milioni di ebrei, l'Europa si è suicidata". Ma detto ciò le suggestioni mi sono sembrate rare e preziose. Mi piaceva segnalarvelo. Buona giornata.

Pubblicato il 5/12/2006 alle 15.22 nella rubrica LIBRI.

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