PALALOTTOMATICA.
Pubblicato il 19 giugno 2010Non assegnata
Oggi bella mattinata al palasport dell’Eur. Catino pieno, saremo stati tre o quattromila. Appesi ai lati e in fronte al palco striscioni di circoli (diversi quelli romani) e città (ho visto Imola e Cesena, i lombardi, la Sicilia…). Si è iniziato senza fronzoli. Una colonna sonora di pochi minuti e un primo video col montaggio di repertori governativi (tra il vero e il fasullo delle incursioni di Corrado Guzzanti nei panni di Tremonti). Poi una serie di testimonianze. Appassionata quella dell’insegnante di Palermo, colto Gifuni che ha citato la metafora di Pasolini sul genocidio culturale. Poi don Vinicio Albanesi sul taglio agli invalidi e un operaio dell’ex Eutelia. Le cifre crude e terribilmente concrete di Errani e Chiamparino. Un operatore delle forze dell’ordine e la commozione di Stefania Pezzopane sui morti de l’Aquila. Ha chiuso Bersani con un discorso lungo, carico, netto nel giudizio sulla manovra ma pronto a dire cosa faremmo noi al posto loro. Ne troverete traccia sui giornali di domani e comunque ve lo potete rivedere sul sito di You Dem. Personalmente mi è parso il miglior Bersani di questa fase, orgoglioso e combattivo. E con quella punta polemica in più che alcuni a volte gli rimproverano di non avere. A un certo punto ha detto più o meno cosi’: ma quanti turni dovrà fare un operaio in nome di una vera cultura liberale prima di chiedere un obolo a un petroliere? (che, per inciso, con questa manovra, non versa un euro). Mi è piaciuto, ed è piaciuto a quelli che erano li’.
Di prima mattina, invece, avevo visto su La 7 la registrazione dell’intervista fatta da Antonello Piroso all’ingegner Carlo De Benedetti, la scorsa settimana, alla tre giorni sul Nord promossa da Enrico Letta. E’ un signore spiccio che non le manda a dire questo ingegnere. L’ho ascoltato con interesse. Poi alla fine ha detto che ha in animo di allargare gli interessi editoriali del gruppo acquisendo, se possibile, altre testate locali, ma solo fino al Centro (massimo l’Abruzzo, se non ricordo male), perché al Sud non conviene, non si può fare, non ci sono garanzie o comunque il concetto era questo. Forte, vero?
Il dottor Marchionne ha detto alcune cose abbastanza enormi e, a mio modestissimo parere, imbarazzanti. Ma la vera domanda (almeno per me) non è tanto sul merito, ma perché abbia scelto di dirle. E un po’ temo la risposta.
Lunedi’ alle ore 16.00 davanti alla Camera in Piazza Monte Citorio, presso il presidio dei lavoratori ex Eutelia, conferenza stampa dei deputati del Partito Democratico sulla vertenza in corso e sullo sciopero della fame intrapreso da un gruppo di lavoratori che chiedono l’immediata convocazione di un tavolo di crisi presso la presidenza del consiglio. Conto di andarci.
Forza Italia.
Buone cose
| inviato da
giannicuperlo il 19/6/2010 alle 18:22 | |
Segnala su Facebook