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UNA SOLIDARIETA' SINCERA.

Pubblicato il 5 ottobre 2009Non assegnata

Lascio qui sotto intatto il post di ieri (anche perché non vorrei pensaste a una sostituzione di comodo). Però mi sentivo in obbligo di confermare dal blog tutto l'affetto, la stima e la solidarietà verso Sandro Ruotolo, oggetto stamane di minacce pesanti alla sua persona e alla sua famiglia. Sandro ha risposto da persona seria qual è. A noi tocca solo dirgli che non c'è alcuna sottovalutazione del fatto. Buone cose

So che non saremo d’accordo (mi riferisco a diversi tra voi), ma l’utilità, se ce n’è una, di questo blog è sempre stata nel dirsi le cose e non vedo perché la condizione attuale dovrebbe fare differenza. Quindi, con ordine:

1. al voto finale sullo “scudo” era doveroso esserci, questo è scontato. Parlo dei deputati dell’opposizione. C’era una forma evidente di ostruzionismo in corso e il voto conclusivo, al di là dell’esito, aveva un significato preciso. Detto ciò, penso anch’io che loro non sarebbero andati sotto comunque. La gestione dell’Aula avrebbe consentito alla maggioranza di precettare un pacchetto di ministri e sottosegretari, ma non è questo il punto. Il punto è che questa gogna mediatica degli assenti fa riflettere. E’ persino banale scrivere che se uno sta all’ospedale si dovrebbe dedurre che non è in condizione di stare altrove. Mi limito a parlare di tre miei compagni di banco, vale a dire persone che conosco più da vicino. Dario Ginefra (siede nel banco sotto il mio, sul lato destro) stava a letto da quattro giorni, da inizio legislatura ha una percentuale di presenze al voto superiore al 95 per cento. Lucia Codurelli (siede a sei o sette posti di distanza sulla mia stessa fila) è una parlamentare rigorosa, ha fatto l’operaia per quasi tutta la sua vita lavorativa e da quando è alla Camera è tra le presenze più costanti e serie. Sergio D’Antoni (siede davanti a me) era ricoverato al Sant’Orsola di Bologna (a lui auguri di una guarigione veloce). Ho citato i tre che mi sono prossimi fisicamente. Bene, chiedo: adesso dovrebbero essere “sanzionati espulsi radiati puniti dimessi….”? Perché stavano male? Mi direte, e gli altri? E quelli che erano a un convegno? Ok, l’ho detto. E’ stato un errore. Era giusto, necessario, essere in Aula. Ma forse meriterebbe stabilitre una qualche proporzione tra le parole e le persone, nel senso della storia delle persone. Il punto è che tutti (tutti noi che stiamo lì dentro intendo) dovremmo organizzare al meglio il nostro lavoro per evitare futuri buchi del genere. E questa è una responsabilità che riguarda ciascuno.

2. C’è anche un secondo punto. Ancora stamane ho sentito un giornalista stimabile dire alla tivù che l’unico a fare opposizione è Di Pietro. Ho scritto parecchie volte perché la frase in sé sia una falsità e potrei riscriverlo anche a proposito della settimana di battaglia parlamentare che abbiamo consumato alla Camera da martedì a venerdì della scorsa settimana. Ma lasciamo stare. Però una cosa la voglio aggiungere. La mia opinione è che non solo non è vero che Di Pietro sia l’unico a fare l’opposizione. Il punto è che le parole pronunciate da Di Pietro sul capo dello Stato, gli insulti intollerabili che ha rivolto al Quirinale e le motivazioni sbagliate che ha scelto per giustificarli suonano conferma del suo ruolo. Il leader dell’Italia dei Valori non è oggi il paladino dell’opposizione ma l’espressione di un populismo sovversivo che per guadagnare un pugno di voti sbrega ulteriormente quell’equilibrio istituzionale già sfibrato dalla destra e dai continui strappi del suo timoniere. Tutto qui. Ma forse il fatto in sé meriterebbe almeno altrettanta attenzione rispetto alle assenze di alcuni deputati al voto.

3. Ne consegue per logica. Per quel poco che vale, piena e assoluta solidarietà stima e gratitudine al Presidente Napolitano.

Buone cose.



permalink | inviato da giannicuperlo il 5/10/2009 alle 15:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (203) | Versione per la stampa


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Sono nato a Trieste il 3 settembre 1961. E a Trieste ho vissuto più o meno fino alla fine degli studi universitari... continua

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