OGGI SUL RIFORMISTA
Pubblicato il 29 ottobre 2008Non assegnata
Oggi è uscita una mia intervista al Riformista. Ve la allego qui sotto.
Buone cose
«Se devo essere sincero, sono preoccupato». Il piano di ringiovanimento del Pd, lanciato da Goffredo Bettini sul Riformista, non è piaciuto a Gianni Cuperlo. Il deputato triestino, da sempre considerato (per quanto eterodosso) un dalemiano, dice di condividere «gli appelli all'unità che Veltroni e Franceschini hanno promosso negli ultimi giorni». Ma la ricetta di Bettini sul ricambio generazionale, a suo avviso, non va proprio bene.
Bettini sostiene che c'è bisogno di «stappare il Pd». Lei non è d'accordo?
E’ persino ovvio. Ma sono preoccupato per come alcuni, tra cui Bettini, affrontano il nodo del rinnovamento. Ci sono due modi per sollevare il tema del ricambio. Uno è riconoscere l’autonomia e l’autorevolezza di una nuova generazione quando si manifesta. L’altro è procedere per cooptazione, usando la retorica giovanilistica come una clava.
E Bettini, secondo lei, ha scelto quest'ultima strada? È la strada che recita: “bisogna sgombrare il quartier generale dai vecchi arnesi della politica”. Ecco, secondo me questa via è culturalmente sbagliata e produce solo danni. Usa l’arma generazionale in modo strumentale. Non ha rispetto dei giovani, che non hanno bisogno di paternage; e non distingue tra i meno giovani quegli innovatori di cui c’è bisogno.
Scusi, Cuperlo, non era lei che parlava della «foto ingiallita» del gruppo dirigente che andava rinnovata con coraggio? Sì e lo confermo. Ma non mi riferivo a una pulizia etnica fondata sull’anagrafe e per di più agitata solo in alcune direzioni. Pensavo e penso a una mescolanza vera di biografie e culture dentro un partito che si fonda sulla battaglia delle idee, non sull’obbedienza a qualcuno.
Morale? La via maestra è costruire il Partito. Serve la libertà delle idee, del confronto. Serve non ingessare le appartenenze. Serve più laicità anche nel modo di vivere questa nuova e straordinaria avventura.
La straordinaria avventura, come la chiama lei, si è arricchita sabato di un nuovo capitolo. Veltroni ha vinto la scommessa del Circo Massimo. La manifestazione è stata un passaggio importantissimo per partecipazione e spirito. Può segnare un cambio di passo nel modo d’essere dell’opposizione. Ha reso evidente la forza del Pd e sgomberato il campo da una querelle vuota di senso sull’opposizione dura o morbida. L’opposizione deve essere seria e raccogliere consenso. Il Circo Massimo lo ha mostrato come meglio non si poteva e questo è soprattutto merito di Veltroni.
Nell'intervista di ieri a Repubblica, il segretario del Pd si è detto pronto a votare un eventuale decreto del governo a sostegno dei salari. Concorda? Veltroni fa benissimo a partire dal risultato della manifestazione per incalzare maggioranza e governo con proposte convincenti. Abbiamo fatto bene a mirare al cuore della crisi: c'è l'impoverimento drammatico di una parte della società italiana e, contemporaneamente, il pericolo di una deriva assolutistica nella gestione del potere. La combinazione delle due cose rappresenta un campanello d’allarme anche per molti che in aprile hanno votato a destra.
È proprio sicuro? Il governo sembra viaggiare col vento (dei sondaggi) in poppa... Io invece vedo i primi segni di difficoltà. I bilanci familiari stanno collassando. Non è in gioco la settimana bianca ma le calorie nel carrello della spesa. Molti mutui sono a rischio. Il 30% delle famiglie non è in grado di reggere una spesa imprevista di 600 euro. Non 20mila, 600. Noi lo diciamo da mesi: agite subito, date priorità ai salari e alle pensioni. Loro, con arroganza, hanno semplicemente sbagliato ciclo. Ora è arrivato il momento di insistere con proposte responsabili.
Tipo? Dal sostengo al credito all'allargamento degli ammortizzatori, fino alle detrazioni sui redditi da lavoro e da pensione. Ci sono poi altre due priorità. La prima riguarda scuola, università e ricerca. È nato un movimento reale, fresco. L’errore più grande sarebbe pensare di “usarlo”. A noi tocca cogliere la novità che rappresenta e partire da lì anche per migliorare la nostra proposta. L’altra priorità è la qualità della democrazia. Il test della legge elettorale per le europee riflette la concezione della rappresentanza che ha il centrodestra. Io credo molto in una battaglia compatta delle opposizioni, se serve fino all’ostruzionismo. In ballo c’è davvero un’idea di partecipazione dei cittadini alla vita democratica.
Tornando al Pd, si dice che lei si candiderà per la segreteria regionale del Lazio contro il veltroniano Morassut? In queste ore gli organismi regionali del Pd stanno valutando le regole e il modo con cui affrontare la transizione. Rispetto il loro lavoro e attendo che si concluda. Dopo ognuno valuterà e lo farò anch’io. Senza dimenticarci che la priorità per tutti è lavorare insieme a un risultato importante nel voto europeo e amministrativo della prossima primavera.
| inviato da
giannicuperlo il 29/10/2008 alle 11:5 | |
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