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Il sito di Gianni Cuperlo, responsabile comunicazione politica dei Democratici di Sinistra

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BUON ANNO A PIDDI' E A TUTTI NOI

Pubblicato il 31 dicembre 2007Non assegnata




permalink | inviato da giannicuperlo il 31/12/2007 alle 10:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (50) | Versione per la stampa


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CASPITA

Pubblicato il 1 agosto 2007Non assegnata

Guardate come siamo diventati importanti: ZCZC - DIR0549 3 POL 0 RR1 / DIR PD. CUPERLO: DS ROMANI FIRMINO PER COLOMBO, MA SU WEB E' POLEMICA (DIRE) Roma, 1 ago. - Proposta a sorpresa di Gianni Cuperlo: "i Ds romani raccolgano le firme per Furio Colombo". E sul web infuria il dibattito: "e no, lui rappresenta la casta. Rispettare le regole e' di sinistra". Sessantuno commenti in pochi minuti per l'opinione che il deputato Ds Gianni Cuperlo affida al suo blog. Tema: Furio Colombo, giusto escluderlo dalla corsa per la segreteria del Pd perche' non riesce a produrre i moduli delle firme in originale ma solo quelli inviati via fax? Cuperlo non ha dubbi. "Faccio una piccola proposta- scrive sul blog- che oggi i Ds di Roma, i parlamentari impegnati tra Camera e Senato e chiunque lo voglia fare, firmino (io sono pronto) i moduli per la presentazione della candidatura di Colombo. Integriamo la documentazione e facciamo in modo che il senatore Colombo possa partecipare alle primarie del 14 ottobre. Perche', lo confesso, di una cosa sono stufo: apparire (nel mio piccolo) come membro di una casta burocratica ottusa nefasta e impegnata a comprimere la liberta' e le idee delle persone perbene". Parole quelle del diessino di Trieste che non scaldano troppo i cuori degli assidui frequentatori del suo sito. Un po' a sorpresa, infatti, tra i tanti commentatori molti non concordano. "Eh no, Cuperlo, adesso basta. Rompiamo tanto le palle a Berlusconi e Previti e agli elettori della cdl, di rispettare le regole, e siamo NOI, NOI di sinistra, i primi a NON rispettarle", dice ad esempio Quartieri.(SEGUE) (Rai/ Dire) 17:31 01-08-07 PD. CUPERLO: DS ROMANI FIRMINO PER COLOMBO, MA SU WEB E... -2- (DIRE) Roma, 1 ago. - Altri come Gialunca Poscente vedono nelle disavventure di Colombo il segnale esplicito "che l'elettorato del senatore non stia nel partito democratico. Duemila firme per lui dovrebbero essere cosa facile, e' un personaggio pubblico. La prossima volta mi chiedesse una mano, gliela do' volentieri e almeno 200 firme da Ostia Lido gliele garantisco". "Mi dispiace Gianni- dice Laura Ts- ma anch'io sono molto peplessa su questa relativita' delle regole... mooolto italiana. Le regole sono buone finche' fanno entrare quelli che piacciono a me bah...". Chi da' ragione a Cuperlo e a Colombo, lo fa con un ragionamento che prescinde dal caso personale. "Quello che Stalin-Migliavacca proprio non riesce a cogliere- dice Lorenzo Cipriani- impegnato com'e' a dirigere i lavori del politburo 14 ottobre. Ossia il fatto che il danno d'immagine causato dalle esclusioni di colombo in primis e poi anche di di pietro e pannella e' un danno innanzitutto verso Veltroni". Luca Mastellaro e' sulla stessa frequenza: "Il male di questo partito-dice- nasce da molto lontano, e finche' ci saranno dirigenti equadri che anteporranno la difesa aprioristica del Partito ad ogni autocritica non andrete da nessuna parte".(Rai/ Dire)17:31 01-08-07 buone cose



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UN SONDAGGIO DI BEPPE GRILLO

Pubblicato il 27 luglio 2007Non assegnata

La scorsa settimana ho ricevuto (come tutti i deputati e i senatori) una mail da Beppe Grillo. Lo scopo era un sondaggio da riprendere sul suo frequentatissimo blog. Io e parecchi miei colleghi abbiamo risposto. Sul blog di Grillo trovate tutti i risultati. Se vi interessa, posto la letterina di Grillo e la mia risposta.
buone cose


Messaggio originale-----
Da: Beppe Grillo [mailto:parlamentari@beppegrillo.it]
Inviato: martedì 17 luglio 2007 17:31
A: cuperlo_g@camera.it
Oggetto: Una richiesta da Beppe Grillo


Egregio On. Cuperlo, codice mail 45518
Le chiedo cortesemente di rispondere alle domande riportate in seguito. La
sua risposta verrà pubblicata sul mio blog, www.beppegrillo.it insieme a
quelle dei suoi colleghi parlamentari. Regole del sondaggio:
- le risposte devono arrivare entro tre giorni da questa mail
- vale la regola del silenzio-dissenso: nessuna  risposta equivale a una
risposta negativa alle domande
Deve inviare la sua risposta come replica a questa mail.
Le domande:
1) E' d'accordo che un cittadino italiano non possa candidarsi in Parlamento
se condannato in via definitiva, o in primo o secondo grado e in attesa di
giudizio finale?
2) E' d'accordo nel limitare l'eleggibilità al Parlamento a due legislature?
3) E' d'accordo nel ripristinare la preferenza diretta per l'elezione dei
parlamentari?
La ringrazio per l’eventuale risposta e la saluto informandola che le tre
domande poste equivalgono ai tre punti della legge di iniziativa popolare da
me depositata in Cassazione.
Saluti.
Beppe Grillo

E questa è la mia risposta:

Gentile Beppe Grillo,
ho ricevuto la sua mail e rispondo volentieri. Con una sola premessa che è questa. Sa che mi colpiscono le sue regole? Lei prima scrive "le chiedo cortesemente". Ottimo. Userei anch'io la stessa formula. Poi comunica che le risposte devono arrivare entro tre giorni. Urca!! e se uno le risponde il quarto giorno che succede? E' squalificato? Poi mi dice che "vale la regola del silenzio-dissenso: nessuna risposta equivale a una risposta negativa alle domande". E perché non vale il silenzio-assenso, del tipo che se uno non risponde vuol dire che è d'accordo? Ora, non so come si gestiscono la posta i miei colleghi, ma ho la sensazione che lei pensi questo "molti non mi risponderanno e così li inchiodo al fatto che vogliono il parlamento zeppo di filibustieri come loro". Boh! Può darsi che funzioni ma non mi pare una grande pensata. Comunque alla luce del tono e delle regole posso dirle una cosa con simpatia? Lei è uno straordinario polemista e dice un sacco di cose condivisibili (altre meno, ma è una mia opinione). Però sono proprio contento che nella vita lei non abbia scelto di fare il pm o il giudice, perché non avrei dormito all'idea. Sul merito:
1. credo che nel nostro ordinamento sia prevista la pena dell'interdizione dai pubblici uffici. Scusi ma se un cittadino è stato condannato e ha scontato interamente la pena perché non può candidarsi e sottoporsi al giudizio dei cittadini? Per dire, se Sofri venisse graziato o una volta espiata la pena perché non dovrebbe poter entrare in Parlamento? Sulla condanna di primo e secondo grado direi che non sono d'accordo con lei perché credo nel garantismo. Poi esiste un problema di opportunità. Personalmente in quel caso non mi candiderei ma istituire la regola mi pare molto complicato.
2. direi di no. e se le legislature durano due anni anziché cinque? e se una personalità ha tutti i requisiti per stare lì più a lungo nell'interesse del Paese (le assicuro che qui in mezzo ci sono anche persone perbene!)? mi piacerebbe discuterne nel merito, ma immagino che lei non abbia tempo da perdere con me.
3. ma lei a che sistema elettorale pensa? Io vorrei tornare al maggioritario di collegio, con le primarie per la scelta del candidato dello schieramento e poi il diritto dei cittadini di scegliere il "proprio" parlamentare. Lei che ne pensa?
buone cose
 
 
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QUESTE SONO SODDISFAZIONI !!!

Pubblicato il 16 gennaio 2007Non assegnata

Il post di questa sera è merito del mio amico Stefano Di Traglia che mi segnala questa perla uscita in agenzia un paio d'ore fa. E poi dicono che la sinistra è in crisi........

TV: FONZIE CONTRO NANNI MORETTI: HAPPY DAYS NON ERA QUALUNQUISTA

Roma, 16 gen. (Adnkronos) - "Credo che Moretti non sappia molte cose. Certo, Happy Days mostra una certa America che può non piacere a certa sinistra, ma è tutt'altro che qualunquista". Lo dice Hanry Winkler, interprete del 'mitico' Fonzie, intervistato oggi dal settimanale 'Chi' in edicola domani. L'attore, oggi sessantunenne, presto sarà in Italia per essere ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa', ma coglie l'occasione per replicare alla frase di Nanni Moretti che, criticando alcuni dirigenti della sinistra, si era lasciato scappare: 'Che ti puoi aspettare da chi è cresciuto guardando Happy Days?'.

Per sottolineare il valore della storica serie tv, Winkler ricorda: 'Dopo l'episodio di Happy Days in cui Fonzie va in biblioteca, il numero dei frequentatori giovani è cresciuto del 500 per cento. Forse Moretti non sa nemmeno - insiste l'attore - che alle convention di 'Happy Days' si manifestava contro la segregazione degli afroamericani e si facevano campagne a favore dei portatori di handicap'. E conclude: 'Personalmente, poi, io in politica ho sempre appoggiato Bill Clinton e ora sostengo Hillary. Sono un convinto uomo di pace, amo il mio Paese, ma non la politica di George W. Bush".

Che dire? Verso Moretti nutro un'ammirazione quasi sconfinata. Ma ognuno deve fare i conti col suo passato. Io sono cresciuto guardando Happy Days e questa sera Fonzie ha vendicato anni di umiliazioni! Il solo trauma è scoprire che ha sessantun'anni. Il che rende inevitabile una domanda: ma quanti anni ha Arnold?



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REPORT

Pubblicato il 27 novembre 2006Non assegnata

Vi dovevo un post di risposta sulla sospensione di Report. Ho chiesto informazioni a Beppe Giulietti (di cui mi fido ciecamente e che conosce le questioni Rai meglio di chiunque altro). Dunque, non c'è stata nessuna censura (e d'altra parte se vi fosse stata l'impatto sarebbe stato ben altro). Era prevista da tempo una sospensione del programma della Gabanelli in coincidenza con la ripresa di Elisir (il programma sulla salute condotto da Mirabella). Dopo le dodici puntate di Elisir, partirà un ciclo di inchieste realizzate da Riccardo Iacona (bravissimo, non so se avevate visto l'anno scorso il suo dossier sulla ricerca in Italia). Concluso il ciclo di Iacona, se ho capito bene, tornerà Report con una seconda serie di puntate. Riassumendo, adesso per tre mesi potete curarvi il fisico, poi tornerete a ritemprare la mente. Tutto su Rai 3. Fine dello spot.

Ps. a proposito di Rai 3, domenica prossima Fabio Fazio ospiterà il ministro degli esteri.



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RECORD!!!!!!

Pubblicato il 19 ottobre 2006Non assegnata

101 COMMENTI.

GRAZIE.



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BOICOTTAGGIO

Pubblicato il 9 giugno 2006Non assegnata

Basta! Ho annullato l'abbonamento annuale a DIE ZEIT. Mi dispiace ma la decisione è presa e non torno indietro!



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NOTIZIE

Pubblicato il 23 maggio 2006Non assegnata

questa sera il governo prodi sarà finalmente nel pieno delle sue funzioni. questa mattina prodi in persona ha richiamato i suoi ministri a maggiore sobrietà nelle esternazioni consigliando di riferire ai gornali le cose fatte più che le intenzioni. sempre prodi ha annunciato un conclave ministeriale per i primi di giugno. obiettivo: darsi delle regole tanto sulle priorità dell'azione che sulla strategia comunciativa. intanto l'osservatore romano critica la bindi per le sue dichiarazioni sulle unioni di fatto e l'opposizione chiede alla turco di riferire in parlamento sulle sue posizioni in merito alla pillola ru486. lippi guiderà la nazionale ai mondiali di germania (dovessi fare un pronostico, direi che abbiamo buone chanches di tornare a casa in tempi rapidi). gli addetti ai lavori di cannes hanno applaudito moretti, ma meno del previsto. padoa schioppa sostiene che lo stato dei conti pubblici è più o meno quello dei primi anni novanta. su repubblica, a pagina 9, c'è un'intervista a riccardo illy presentato come sindaco di trieste. quattordici anni fa a capaci morivano giovanni falcone, la moglie francesca morvillo e gli uomini della scorta. ieri sera berlsuconi era ospite da vespa. stasera fassino. domani prodi. il codice da vinci ha battuto ogni record d'incasso nei primi tre giorni di programmazione. il libro di bartezzaghi (non ne ho la più squallida idea) è la cosa più divertente che trovate nelle librerie. fine del notiziario. grazie.



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"Risposta esatta": il nuovo video della Famiglia Spera

Pubblicato il 27 marzo 2006Non assegnata

Vi segnalo il nuovo video della Famiglia Spera.
Personalmente lo trovo molto simpatico e divertente. Guardatevelo, e se ne avete voglia, fatemi conoscere la vostra opinione. Possibilmente (anche per supportare lo spirito) abbondate con i giudizi positivi e limitate le critiche a quelle che proprio sentite di non poter fare a meno di rivolgere.
Un saluto.



Se vuoi diffondere questo video clicca qui oppure visita www.famigliaspera.it



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Il marketing dell'incertezza

Pubblicato il 24 marzo 2006Non assegnata

Pubblico molto volentieri sul blog l'articolo di Ilvo Diamanti uscito oggi su la Repubblica. Lo facci perché le sue riflessioni sono sempre molto stimolanti e perché lo ritengo tra gli analisti più acuti e autonomi del panorama accademuco e giornalistico.

"Non ci sarebbe bisogno di dedicare commenti troppo impegnativi a un Atlante politico che propone mappe molto coerenti con quelle tratteggiate nelle ultime settimane. Lo scarto elettorale fra le due coalizioni che resta stabile. E si stringe appena, di una frazione. Un’ampia maggioranza degli elettori che pronostica il successo del centrosinistra. Poi, la fiducia in Prodi che risale ancora, insieme alla quota di persone che lo preferisce a Berlusconi, nel ruolo di Presidente del Consiglio.
E, sullo sfondo, il malessere di una popolazione che, nella quasi totalità, si dice insoddisfatta di come vanno le cose in Italia. Insomma, lo stesso articolo che abbiamo scritto da un mese a questa parte. Da quando, cioè, ci siamo dedicati a seguire, quasi a tempo pieno, gli orientamenti politici ed elettorali. Tuttavia, questa stabilità apparente degli orientamenti politici ed elettorali merita di essere valutata con attenzione. E un po’ sorprende. Perché si scontra con la violenza del dibattito politico. I cui effetti tracimano oltre i confini del sistema partitico e mediatico. Dentro la società. E contagiano, soprattutto, le componenti più coinvolte e interessate. Abbagliate dai lampi, accecanti, che lacerano il dibattito pubblico, stentano a distinguere la realtà mediale da quella dei media. Noi stessi – gli osservatori – rischiamo, così, di divenire veicoli – involontari – di una campagna elettorale che a drammatizzare l’opinione – e le divisioni – della società. D’altra parte, questa è la strategia scelta dal leader della Cdl, Berlusconi, per risalire la china. Spezzare la routine, scuotere il sentimento sociale che, oggi, lo condanna alla sconfitta. In particolare, egli deve contrastare il peso delle preoccupazioni economiche. Le incertezze generate dal mercato e dall’occupazione. Oggi alimentate, di riflesso, dalle manifestazioni promesse dagli studenti francesi, per protestare contro i contratti di primo impiego. Più in generale: contro la precarietà del loro futuro, non solo lavorativo. Un problema che inquieta le famiglie. Tanto che, tra le emergenze indicate dagli italiani, la disoccupazione è schizzata in alto, più di ogni altra. A dispetto delle cifre recitate da Berlusconi e dai suoi ministri, per testimoniare come il mercato del lavoro, in Italia, sia migliorato, negli ultimi cinque anni. L’incertezza economica “condanna” il centrodestra. Perché costituiscie il principale metro usato dagli elettori per “misurare” il rendimento di chi ha governato. Assai più di tante statistiche e di altri indicatori. Per questo Berlusconi “combatte”, con violenza, quanti parlano di declino del Paese. Perché, al di là del merito, l’idea del declino nazionale trascina il declino della CdL. E, insieme, il suo personale. Tanto meno egli può accettare letture pessimiste – nonché “realiste” – offerte non da militanti politici avversi, ma da figure autorevoli oppure da organizzazioni rappresentative. Come Confindustria e il suo gruppo dirigente. Da ciò, le polemiche rivolte a Luca Cordero di Montezemolo e all’associazione degli industriali. Affidate, dapprima, ai giornali. Oppure “recitate” in meeting di partito. Lanciate, infine, all’assemblea confindustriale di Vicenza. Direttamente a casa “loro”. Dove egli ha rivendicato come, in realtà, quella fosse casa “sua”. Una convention della Casa delle Libertà. Il Partito dell’Imprenditore.
Con effetti praticamente nulli, fino ad ora, sugli orientamenti elettorali. Tuttavia, la performance di Berlusconi, a Vicenza, va letta anche come una “reazione” al clima catatonico assunto dalla campagna elettorale. Il tentativo di riproporre il “suo” stile di comunicazione. Egli, infatti, si è affermato imponendo un modello di “personalizzazione mediatica senza mediazioni”. Che rifiuta le regole. E cerca il rapporto diretto con gli elettori fino all’estremo (estremismo?). Per questo dà il meglio di sé (o il peggio; dipende dai punti di vista) quando recita la sua parte di fronte a una platea coinvolta e simpatetica; e allo sguardo, complice, dei media. Com’è avvenuto nello scorso fine settimana. Favorito dallo sciopero dei maggiori quotidiani nazionali, che gli ha risparmiato il commento della stampa di sinistra (l’80% di quella italiana, secondo il premier). Altro che i confronti “faccia a faccia”. Che lo pongono sullo stesso piano di quel “democristianone” noioso di Prodi. E lo imbrigliano. Ne umiliano il vitalismo. Lo fanno schiumare rabbia e impotenza. Però, oltre a eclissare il malessere economico che affligge i cittadini, oltre a riaffermare il suo estremismo comunicativo, Berlusconi, per risalire la china elettorale, deve scrivere e riscrivere l’agenda politica. Alla ricerca, continua, di argomenti che facciano male alla sinistra. Ieri, la corruzione, l’intreccio di interessi tra cooperative rosse e sinistra. Oggi, soprattutto, la sicurezza. Il vero, unico asse che possa modificare in modo significativo le priorità dei cittadini. Sovrastare e annichilire l’incertezza economica. Sostituendola con la “paura”. Dei moti di piazza. Degli attentati. Del terrore e del terrorismo. Da ciò la denuncia quotidiana contro la sinistra, amica dei casseurs. Quelli che bruciano le bandiere americane. Sputano sui nostri militari morti in Iraq. Incendiano le auto e le edicole. Incitano all’odio e alla violenza. La paura. Che l’allarme lanciato mercoledì dalle autorità USA non contribuisce a stemperare. (Chissà se analoga prudenza è stata raccomandata ai cittadini americani che viaggiano o vivono in Francia?). Il marketing dell’inquietudine. Condotto, giorno per giorno. A colpi di interventi, invettive, denuncie. Per cambiare il clima di opinione. Risvegliare gli elettori che dopo il 2001 hanno smesso di votare. Per disinteresse, disgusto, delusione. Far salire il tasso di partecipazione elettorale su su, fino all’80%, delle precedenti elezioni politiche. E magari più in alto. Per questo, la distanza fra la continuità degli orientamenti della società e gli strappi, continui, quotidianamente impressi alla campagna elettorale ci sorprende, ma non troppo. Perché a questo mira la strategia comunicativa e mediatica di Berlusconi. A minimizzare il distacco fra queste due Italie. Quella reale e quella narrata. A precipitare il sentimento sociale nel vortice delle divisioni politiche. Con qualche indubbio risultato, come suggeriscono i dati dell’Atlante politico. Perché la divisione fra gli elettori delle due coalizioni, su tutti i principali temi, appare profonda, più che mai. Il giudizio sull’America, sulla devolution, sulla flessibilità, sull’Europa e sull’euro, sul sindacato. Scava un solco profondo nella società. Con l’esito, paradossale, di aggiustare e, quasi, rovesciare alcune “fratture” politiche più tradizionali. Quella di classe, in particolare. Visto che Confindustria e il suo presidente, Montezemolo, risultano tra i soggetti che riscuotono maggiore fiducia, in entrambi i versanti. Per effetto, però, della improvvisa crescita di consensi nel centro sinistra. Un altro miracolo di Berlusconi. Legittimare l’organizzazione dei “padroni” e il suo leader presso il popolo della sinistra. Così, fra tanti contrasti politici, stupisce non poco la continuità che contrassegna gli orientamenti degli elettori. E, ancor di più, la domanda di “coesione”, di collaborazione, intorno ai principali problemi del Paese, espressa dalla maggioranza degli elettori. Di entrambi gli schieramenti. E di coloro che non sono schierati. Uniti dalla richiesta di unità nazionale. Ma appare inattuale. Perfino patetica. Perché questa campagna elettorale invece di ridurre le divisioni politiche e di valore, fra gli italiani, le ha drammatizzate. E oggi, che al voto mancano ancora più di due settimane, abbiamo paura di immaginare. Come ci arriveremo."



permalink | inviato da il 24/3/2006 alle 15:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


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Biografia:

Sono nato a Trieste il 3 settembre 1961. E a Trieste ho vissuto più o meno fino alla fine degli studi universitari... continua

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Storia e futuro della politica in televisione

di Gianni Cuperlo, Donzelli Editore, Collana Interventi

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